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Sound Opinions Yana Bolder
Siamo cresciuti a pane film romantici e canzoni pop convinti che prima o poi sarebbe arrivato quel grande amore capace di rimettere a posto ogni tassello della nostra vita e cancellare tutte le insicurezze. A smontare questa secolare illusione ci pensa Olivia Rodrigo con il suo terzo album intitolato You Seem Pretty Sad for a Girl So in Love che fin dal nome mette in chiaro una contraddizione sotto gli occhi di tutti ovvero il fatto che si possa essere incredibilmente innamorati eppure profondamente tristi. La giovane cantautrice idolo della Generazione Z abbandona per un attimo la rabbia adolescenziale dei cuori infranti per scattare una fotografia molto più adulta e ravvicinata di una relazione raccontandone l’intero ciclo vitale dall’euforia iniziale fino alle inevitabili crepe.
La vera novità di questo lavoro sta nel fatto che per la prima volta l’artista canta la felicità dell’inizio e lo fa ispirandosi alle sonorità new wave dei Cure tanto da regalare ai fan un duetto storico e spiazzante proprio con Robert Smith. In questo viaggio musicale ci si rende conto che la persona che ci sta accanto non rappresenta affatto la soluzione magica ai nostri malesseri interiori e che l’amore non aggiusta quello che è rotto ma si limita a illuminare le fragilità che portavamo già dentro. Tra canzoni che descrivono l’ossessione contemporanea di passare ore a fissare lo schermo pensando a qualcuno e ballate malinconiche che paragonano i ricordi all’odore del fumo di sigaretta che resta attaccato ai vestiti il disco scorre via fluido parlando a chiunque.
Con queste nuove tracce Olivia Rodrigo compie un salto di qualità importante slegandosi dai dettagli della propria biografia per abbracciare un linguaggio universale che va dritto al cuore di tutti. Il risultato è una raccolta di canzoni pop nate per durare nel tempo perfette per essere cantate a squarciagola al karaoke in quelle sere in cui si oscilla pericolosamente tra la gioia immensa e la disperazione totale. Resta l’amara ma liberatoria consapevolezza che innamorarsi sia un’experience meravigliosa che tuttavia non risolverà nessuno dei nostri problemi personali perché la felicità e la tristezza possono tranquillamente convivere sotto lo stesso tetto.
Scritto da: Anna Silvestro
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