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Sound Opinions Yana Bolder
La rincorsa verso il successo a volte rischia di farti perdere di vista te stesso e lo sanno bene i ragazzi di una generazione di artisti che come Angelina Mango Sangiovanni e Blanco si sono ritrovati giovanissimi travolti dalla fama e dai ritmi frenetici del mercato discografico. Per la vincitrice di Sanremo duemilaventiquattro la scelta di fermarsi è stata una necessità durata circa un anno un periodo di transizione fondamentale prima del ritorno sulle scene con il nuovo album intitolato Caramé. Ospite di Alessandro Cattelan nel podcast Supernova la cantante ha voluto raccontare a cuore aperto questi ultimi due anni spiegando come sia cambiata la sua prospettiva e come oggi si senta una persona diversa e forse migliore sicuramente molto più tranquilla.
Durante i mesi passati lontano dai riflettori la popstar ha deciso di rimettersi in gioco tornando sui banchi di scuola e iscrivendosi al DAMS di Bologna dove ha cercato di ritrovare una quotidianità normale. Tra un esame di teoria musicale superato con il massimo dei voti pur definendolo noioso come la matematica e la scelta consapevole di non farsi schiacciare dall’ansia della sessione estiva Angelina ha imparato ad ascoltare i propri bisogni mettendo al primo posto il benessere personale. Certo non sono mancate le fragilità e la paura profonda di essere dimenticata dal pubblico che si faceva sentire nei giorni in cui nessuno la riconosceva per strada ma l’affetto dei fan al suo ritorno ha spazzato via ogni insicurezza.
Questo percorso di crescita si riflette pienamente nella sua nuova musica che nasce dal bisogno di raccontare dinamiche vere e sincere senza filtri o finzioni. Anche l’approccio ai concerti è cambiato radicalmente e in vista della ripresa del suo tour nei teatri la cantante ha scelto di eliminare tutto il superfluo legato allo show business concentrandosi solo sulle canzoni e lasciando da parte i lunghi preparativi per costumi trucco e parrucco per tornare finalmente all’essenza più pura della sua arte.
Scritto da: Anna Silvestro
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