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Sound Opinions Yana Bolder
Il successo travolgente di Michael al botteghino mondiale conferma una regola non scritta di Hollywood quando si parla di grandi leggende della musica il cinema non serve a raccontare la realtà ma a costruire monumenti con un catalogo che vale miliardi di dollari e una gestione dell’immagine curata nei minimi dettagli il biopic sul Re del Pop si trasforma in una fiaba moderna dove le ombre più cupe vengono abilmente sfumate o cancellate per non rovinare l’incanto il pubblico d’altronde non cerca un processo in sala ma vuole rivivere il mito e lasciarsi cullare dalle canzoni che hanno segnato intere generazioni preferendo la narrazione eroica alla cronaca giudiziaria
Questa strategia del restauro estetico non è una novità nel mondo dei biopic musicali basti pensare a come Bohemian Rhapsody abbia celebrato Freddie Mercury concentrandosi sul trionfo del Live Aid e lasciando in secondo piano i lati più controversi della sua vita privata per volere dei restanti membri dei Queen il meccanismo è quasi sempre lo stesso si prende una vita complessa e la si ripulisce dalle impurità trasformando l’artista in una vittima dello star system o
Scritto da: Anna Silvestro
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