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Nonostante la leadership mondiale e un tennis dominante, per Jannik Sinner emerge un dato statistico inquietante: la difficoltà nei match che superano la soglia critica della quarta ora. La recente sconfitta in semifinale contro Novak Djokovic a Melbourne ha riacceso il dibattito sulla tenuta fisica e mentale dell’azzurro nelle lunghissime distanze.
Mentre rivali come Carlos Alcaraz vantano un record quasi perfetto al quinto set, Sinner mostra una tendenza opposta nei grandi appuntamenti. La vittoria Slam contro Medvedev (gennaio 2024), pur essendo stata una rimonta epica, si fermò a 3h 44′. Appena il cronometro scavalca quel minutaggio, l’inerzia sembra sfuggire di mano all’italiano.
| Torneo / Avversario | Durata Match | Esito |
|---|---|---|
| US Open 2022 vs Alcaraz | 5h 15′ | Sconfitta |
| Roland Garros vs Altmaier | 5h 26′ | Sconfitta |
| Finale Epica (Scorso anno) | 5h 29′ | Sconfitta |
Il dato che preoccupa maggiormente lo staff tecnico riguarda gli scontri diretti ai vertici. Nei quinti set disputati contro i primi dieci giocatori del mondo, il bilancio è un 7-1 a sfavore dell’azzurro.
“Dobbiamo capire dove migliorare. Sono situazioni impossibili da simulare in allenamento per via del carico di stress e fatica che solo una finale Slam può generare.”
— Jannik Sinner
Contro Djokovic a Melbourne, il calo non è stato solo atletico, ma di cinismo sotto pressione:
Sinner rimane il numero uno, ma abbattere il “muro delle 4 ore” è l’ultimo step necessario per trasformare il dominio tecnico in un’egemonia assoluta anche nelle maratone fisiche degli Slam.
Fonte: Libero il Quotidiano
Scritto da: Anna Silvestro
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