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Sound Opinions Yana Bolder
Il caso di Eddie Brock che annulla le date estive perché non ha venduto abbastanza biglietti è solo la punta dell’iceberg di un sistema musicale che sembra aver perso la bussola. Il cantautore romano reduce dall’ultimo posto a Sanremo 2026 ha pagato caro il tentativo di passare dai piccoli club alle grandi arene sperando nel miracolo del Festival. Ma la verità che emerge quest’anno è che l’Ariston non è più quella bacchetta magica capace di riempire i palazzetti in cinque giorni. La corsa al gigantismo e l’ossessione per i grandi numeri stanno bruciando gli artisti che invece di crescere un passo alla volta vengono lanciati nel vuoto senza una base solida di fan disposti a spendere per un concerto.
Guardando i calendari di molti big in gara quest’anno la situazione è chiara i sold out latitano e anche nomi storici come Sal Da Vinci o artisti amati come Serena Brancale e Ditonellapiaga fanno fatica a riempire le date. Non basta più fare milioni di ascolti su TikTok o nelle playlist se poi quel successo virtuale non si trasforma in persone reali sotto il palco. Il pubblico dello streaming è volatile e Sanremo oggi sembra più una tappa di mantenimento che un acceleratore di carriere. Forse è il momento di tornare alla normalità fatta di percorsi graduali e posti della giusta dimensione perché l’ansia da prestazione e i finti trionfi social non fanno bene né alla musica né a chi la canta.
Scritto da: Anna Silvestro
today25 Aprile 2026 16 3
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