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Sound Opinions Yana Bolder
Ci sono canzoni che non invecchiano mai perché riescono a fotografare un’emozione che appartiene a chiunque ed è esattamente quello che è successo a Mare mare il capolavoro di Luca Carboni che ancora oggi risuona nelle nostre estati.
Tutto è iniziato nei primi anni novanta quando il cantautore bolognese durante un capodanno all’Isola d’Elba ha trovato quasi per caso quel riff di chitarra dal sapore un po’ latino che poi grazie alla tromba di Mauro Malavasi sarebbe diventato uno dei giri musicali più famosi d’Italia.
Scrivere il testo però non è stato affatto semplice e ci sono voluti giorni di lavoro su un block-notes inseguendo le atmosfere e i suoni della riviera romagnola.
La vera forza del brano sta nel fatto che non descrive un mare da cartolina tutto sole e relax ma racconta un viaggio nella notte fatto di moto usate chilometri e tanto caffè per restare svegli.
C’è dentro un mix perfetto di euforia e nostalgia lo stesso stato d’animo che proviamo quando guardiamo l’orizzonte e ci lasciamo cullare dai pensieri.
Per Carboni d’altronde il mare non è la spiaggia affollata ma un luogo intimo quasi una cattedrale deserta dove rifugiarsi.
Anche se Bologna non ha una spiaggia l’Adriatico è da sempre il mare dei bolognesi il primo vero viaggio della giovinezza legato ai ricordi d’infanzia a Bellaria tra i succhi di frutta all’albicocca sulla spiaggia e i fine settimana con la famiglia.
Sono proprio queste piccole cose semplici e sincere a rendere immortale una melodia nata per unire gioia e struggimento in un’estate che sembra non finire mai.
Scritto da: Anna Silvestro
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