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Sound Opinions Yana Bolder
di Luigi Torreggiani
L’abbattimento di circa 560 larici per la costruzione della pista da bob di Cortina è diventato il simbolo delle contraddizioni delle “Olimpiadi della sostenibilità”. Tuttavia, l’impatto ambientale di questo intervento è marginale se confrontato con quello, ben più ampio, dei numerosi cantieri, delle opere infrastrutturali, delle emissioni e dell’inquinamento generato dall’intero evento olimpico.
Nell’immaginario collettivo, però, quei larici abbattuti sono diventati un’icona potente: cartelli, meme, manifestazioni e persino copertine di riviste li hanno trasformati nel volto del “male olimpico”. In una società sempre più urbanizzata e guidata dalle immagini, la perdita di pochi ettari di bosco – in un territorio dove le foreste sono in crescita – ha assunto un valore simbolico sproporzionato rispetto alla realtà.
L’articolo invita a non fermarsi al simbolo, ma a riflettere sulle vere radici del problema. Il bosco di Cortina, storicamente, è stato plasmato dalle esigenze della comunità: da pascolo a luogo per gli sport invernali, fino a diventare spazio turistico-ricreativo. Negli anni, la gestione forestale è stata spesso sacrificata in nome dello sviluppo turistico e sportivo, lasciando il bosco vulnerabile e trascurato.
Negli ultimi decenni, con il cambiamento climatico e la diminuzione della neve, sono emerse nuove sensibilità ambientali. Il bosco si è trasformato ancora, diventando luogo di passeggiate e attività all’aria aperta. Tuttavia, l’assegnazione delle Olimpiadi 2026 ha riportato in auge il modello di sviluppo invasivo, culminato nella decisione di ricostruire la pista da bob, con il conseguente abbattimento dei larici.
L’autore sottolinea che il vero problema non è il taglio degli alberi in sé, ma la scelta di continuare a investire in opere costose, impattanti e di dubbia utilità. I larici abbattuti sono diventati un simbolo, ma per comprendere davvero l’impatto delle Olimpiadi occorre andare oltre l’icona e interrogarsi sulle priorità e sulle responsabilità collettive nella gestione del territorio.
Fonte: il Dolomiti, articolo di Luigi Torreggiani
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Scritto da: Arianna Perra
today17 Febbraio 2026 4 1
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