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Sound Opinions Yana Bolder
Il mondo del doppiaggio e della cultura italiana piange la scomparsa di Pino Colizzi, pilastro storico del leggio nazionale e figura di riferimento per eleganza e rigore professionale. Nato a Roma nel 1937 e formatosi alla prestigiosa Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, Colizzi ha iniziato il suo percorso sotto la guida di maestri del calibro di Visconti e Zeffirelli; una solida base teatrale che ha conferito alla sua cifra stilistica una raffinatezza rara, radicata in un approccio colto e profondo al testo.
Sebbene il grande pubblico lo identifichi principalmente con la sua inconfondibile voce, Colizzi è stato per decenni l’anello di congiunzione tra le icone di Hollywood e gli spettatori italiani, prestando il proprio talento a interpretazioni leggendarie: dal fascino eroico di Christopher Reeve in Superman alla follia del Joker di Jack Nicholson in Batman, fino ai ruoli complessi di Michael Douglas, di cui è stato voce storica in pellicole come Wall Street, e alle magistrali prove di Robert De Niro ne Il Padrino – Parte II.
“Un poeta e un gentiluomo ottocentesco, unico nel suo modo di pensare e di esprimersi.”
— Antonio Viola, collega e doppiatore
Il maestro si era ritirato dal doppiaggio attivo nel 2010, senza tuttavia smettere di influenzare il settore attraverso la direzione e l’insegnamento. In un’epoca dominata dalla rapidità tecnologica, la sua eredità rimane il simbolo di un’arte artigianale fatta di sfumature e pause ponderate. Con la scomparsa di Pino Colizzi se ne va un pezzo di storia del cinema che, con dedizione e talento, ha insegnato a intere generazioni di italiani a sognare in perfetto equilibrio tra tecnica e sentimento.
Fonte: Sky TG24
Scritto da: Anna Silvestro
today17 Febbraio 2026 4 1
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