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Sound Opinions Yana Bolder
Gli anni Novanta si ripetono come una sequenza ritmica senza pause, un vero e proprio loop culturale che non accenna a fermarsi. L’autrice Glynnis MacNicol ricordava proprio l’estate scorsa come nel 1998, all’angolo tra la Seventh Avenue e la 34esima, il Millennium Clock di Manhattan contasse i secondi verso il duemila, quando tutti temevano la fine del mondo. Invece ce l’abbiamo fatta e ventisei anni dopo sembra che nulla sia cambiato davvero. Se ci fossimo addormentati nel 1999 per risvegliarci oggi, il mondo ci sembrerebbe incredibilmente familiare tra macchine fotografiche analogiche e baby-tee in cotone che riempiono le vetrine dei grandi magazzini. Persino le beniamine di Sex and the City continuano a insegnarci che la vita può essere divertente nel loro spin-off attuale, mentre l’armadio di Carolyn Bessette Kennedy resta un’icona immortale di eleganza.
Questa decade è stata l’ultima epoca di monocultura prima degli smartphone, un tempo senza geolocalizzazione che oggi desideriamo come un paradiso di festa e sana fantasia. La moda ha trasformato questa mancanza in un ingrediente perfetto per campagne pubblicitarie capaci di riscattare le cose di una volta come figurine da collezione.
Tra i flash dal passato che promettono di illuminare la nostra estate spicca il ritorno degli shorts Levi’s, ibridi e multiformi proprio come quegli anni Novanta che non smettono mai di rincorrerci. È la rivincita di un’estetica semplice e lo-fi che ci fa sentire a casa, regalandoci quella leggerezza di cui oggi abbiamo più bisogno che mai.
Scritto da: Roberta Loria
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