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Sound Opinions Yana Bolder
Louis Tomlinson e la sua “Maturità Pop”: tutto su How Did I Get Here?
Dopo mesi di attesa febbrile e quei poster criptici che hanno tappezzato le città di mezzo mondo, il momento è finalmente arrivato. Da oggi, il terzo tassello della discografia di Louis Tomlinson, How Did I Get Here?, è finalmente nelle nostre orecchie. Se i precedenti Walls e Faith in the Future erano serviti all’ex One Direction per affrancarsi dall’etichetta di “membro della boyband” e cercare una propria strada indie-rock, questo nuovo lavoro suona come la celebrazione definitiva di una libertà artistica ormai conquistata.
Il cambiamento si sente fin dalle prime note e ha una spiegazione geografica precisa. Registrato tra l’Inghilterra, Los Angeles e l’atmosfera rigenerante di Santa Teresa, in Costa Rica, l’album segna un netto distacco dalle sonorità più cupe e graffianti del passato. È lo stesso Louis a definirlo come «il disco che ho sempre meritato di realizzare», e l’eco delle vibrazioni centroamericane è palpabile: il sound è più leggero, quasi psichedelico e decisamente radioso. Le chitarre restano il suo marchio di fabbrica, certo, ma stavolta sono avvolte da sintetizzatori vintage e ritmi solari che invitano al movimento.
Il percorso che ci ha portato a oggi è stato segnato da singoli di peso, a partire dalla scarica pop-funk di Lemonade fino a Palaces, un inno indie-rock che esplora il bisogno di un rifugio mentale contro il caos esterno. Ma la vera perla arriva oggi con il videoclip di Imposter, forse il brano più onesto del progetto. Qui Tomlinson mette a nudo la propria sindrome dell’impostore, trasformando quel senso di inadeguatezza vissuto nonostante il successo globale in una hit trascinante retta da un basso magnetico.
L’album scorre con estrema naturalezza tra momenti di pura energia, come i ritmi upbeat di Lazy, e passaggi decisamente più introspettivi. Si chiude con la bellissima Lucid, dove Louis si pone la domanda che dà il titolo al disco: «Come sono arrivato fin qui?». È una riflessione che sembra chiudere un cerchio e aprirne uno nuovo, proprio mentre il How Did We Get Here? World Tour è già ai blocchi di partenza. Con date già sold-out in mezza Europa e l’approdo al Madison Square Garden in estate, l’attesa per vederlo in Italia è alle stelle. Con questo disco, Louis sembra aver finalmente trovato l’equilibrio perfetto tra la sincerità dei testi e un sound internazionale maturo che suona bene ovunque, dalle cuffie ai grandi stadi.
Scritto da: gestione
today17 Febbraio 2026 4 1
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