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Sound Opinions Yana Bolder
Per Laura Pausini, il palco del Teatro Ariston non è mai stato un semplice set televisivo, ma un vero e proprio luogo dell’anima. È lì che, in una serata di fine febbraio del 1993, la vita di una timida adolescente di Solarolo è cambiata per sempre, trasformando un sogno di provincia in una parabola globale senza precedenti. Da quel debutto, il rapporto tra la “Divina” del pop italiano e il Festival si è evoluto in una storia d’amore profonda, fatta di ritorni trionfali, lacrime autentiche e una crescita artistica che ha saputo conquistare il mondo intero.
Tutto ebbe inizio con quella giacca blu e un nome, “Marco”, destinato a diventare l’icona e il dolce tormento di un’intera generazione. Quando Laura vinse la sezione “Novità” con La Solitudine, il brano smise istantaneamente di essere una semplice canzone per trasformarsi in un inno capace di abbattere ogni confine geografico, scalando le classifiche non solo in Italia ma in tutta l’Europa e l’America Latina. La conferma definitiva arrivò l’anno successivo quando, tornando tra i Big con Strani Amori, conquistò un terzo posto che valeva molto più di un podio: era la prova che una nuova stella internazionale era nata per restare.
Negli anni successivi, Laura ha scelto di tornare all’Ariston non più per gareggiare, ma per ricevere l’abbraccio della sua “casa” artistica in veste di super ospite. Ogni sua apparizione è stata un evento a sé: nel 2016 ha incantato il pubblico con un medley celebrativo dei suoi successi, facendo segnare picchi di share vertiginosi, mentre nel 2021 ha portato sul palco un respiro mondiale, celebrando la vittoria del Golden Globe con il brano Io sì (Seen). Quella performance ha ricordato a tutti come il cuore della sua carriera, pur battendo ormai a ritmo planetario, resti profondamente ancorato alle sue radici sanremesi.
Oggi, questo cerchio magico si appresta a chiudersi con una sfida inedita ed entusiasmante. L’annuncio della sua partecipazione al Festival di Sanremo 2026, questa volta nelle vesti di co-conduttrice al fianco di Carlo Conti, ha suscitato un entusiasmo travolgente. Dopo la magistrale prova di conduzione offerta all’Eurovision nel 2022, il ritorno all’Ariston rappresenta per Laura una naturale evoluzione del suo carisma. Come lei stessa ha dichiarato, Sanremo è il mio destino, il mio sorriso e la sua paura; tornarci a trentatré anni di distanza dal debutto significa riabbracciare il punto di partenza con la consapevolezza di chi ha conquistato il mondo senza mai perdere la propria identità. In fondo, Laura Pausini incarna l’essenza stessa del Festival: la capacità di trasformare l’emozione genuina in un linguaggio universale che il pubblico, oggi come ieri, non smetterà mai di ricambiare.
Scritto da: gestione
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