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Sound Opinions Yana Bolder
La presentazione dei nuovi palinsesti Rai ad Ancona ha portato con sé una valanga di novità e colpi di scena che ridisegneranno il futuro della televisione pubblica nei prossimi anni. La notizia più clamorosa riguarda sicuramente il Festival di Sanremo con la Rai che ha deciso di blindare Stefano De Martino non solo per l’edizione del 2027 ma anche per quella del 2028 grazie a un contratto biennale pensato per dare stabilità e continuità al progetto. I vertici di Viale Mazzini hanno parlato di una vera e propria scommessa generazionale per dare spazio alla contemporaneità affidando le chiavi dell’evento culturale più importante del Paese a un talento di trentasei anni per un Festival che si preannuncia ancora più internazionale.
Al centro del dibattito c’è stato anche il futuro di un programma storico come Chi l’ha visto dopo l’addio di Federica Sciarelli che lascia la conduzione dopo ben ventidue anni di straordinario e appassionato lavoro. Stefano Coletta ha voluto chiarire personalmente le voci sul suo possibile subentro spiegando di aver rifiutato la conduzione perché pur avendo nel cuore la trasmissione crede che ognuno debba fare il proprio mestiere e che sostituire una figura così iconica e inimitabile sia un’impresa difficilissima. L’amministratore delegato Giampaolo Rossi ha confermato che l’azienda sta ancora valutando il da farsi con grandissima cura e che al momento è prematuro fare nomi per la sostituzione.
Non sono mancate le risposte alle polemiche politiche sulla gestione della rete con l’amministratore delegato Rossi che ha difeso fermamente l’operato del servizio pubblico respingendo le accuse sul marchio Telemeloni e rivendicando l’aumento delle ore dedicate all’informazione e il ritorno di grandi nomi come Roberto Benigni che curerà una serata evento speciale dedicata a San Francesco. Infine la sorpresa finale ha riguardato Amadeus con i vertici aziendali che hanno lanciato un segnale distensivo dichiarando che la Rai è un’azienda da sempre aperta che non pone chiusure verso nessuno e spiegando che come in passato accadde per Pippo Baudo anche per Amadeus le porte per un clamoroso ritorno futuro rimangono aperte qualora si trovasse una buona idea editoriale da sviluppare insieme.
Scritto da: gestione
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