Ascoltatori:
Ascoltatori di punta:
RDE+39 Broadcasting
play_arrow
Sound Opinions Yana Bolder
È un Luca Carboni intimo e profondo quello che si racconta in occasione dell’uscita del suo primo romanzo autobiografico intitolato Luca non parlava mai arrivato in libreria proprio in questi giorni l’artista bolognese ha deciso di aprire il suo cuore parlando di un periodo molto difficile segnato da una grave malattia ai polmoni che lo ha tenuto lontano dalle scene per diverso tempo portandolo a riflettere intensamente sul senso della vita e del distacco racconta di aver provato un mix di sgomento e paura arrivando persino a pensare che quelli potessero essere i suoi ultimi momenti e che avrebbe dovuto imparare a lasciare tutto con estrema serenità durante il percorso di cura Carboni ha messo da parte la musica trovando rifugio e nuova energia nella pittura un’arte che lo ha sostenuto quando non era affatto certo di poter tornare a usare la voce la svolta è arrivata grazie a Cesare Cremonini che lo ha coinvolto in un duetto per il brano San Luca un titolo che per lui ha un valore quasi mistico legato alla devozione dei suoi genitori e all’identità della sua Bologna registrare quel pezzo è stata la scintilla che gli ha fatto capire di essere finalmente pronto a calcare di nuovo un palcoscenico con una voce che oggi definisce più pulita e brillante rispetto a quella roca di un tempo legata al vizio del fumo ormai abbandonato tra i ricordi spunta anche un aneddoto curioso sugli inizi della sua carriera quando appena diciannovenne spedì i suoi testi a Ron ma fu Lucio Dalla ad aprire quella busta cambiando per sempre il suo destino oggi Luca Carboni guarda al futuro con una consapevolezza nuova affrontando quella popolarità che a volte lo ha fatto soffrire con un pizzico di ironia e tanta voglia di raccontarsi ancora attraverso le pagine del suo libro e la magia della musica
Scritto da: Anna Silvestro
Commenti post (0)