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Sound Opinions Yana Bolder
Mentre il mondo del rap si perde dietro a sfilate di moda e lusso sfrenato c’è chi decide di fare marcia indietro per ritrovare l’anima della musica di strada. Sayf, ventisettenne cresciuto all’ombra di una Genova che porta ancora addosso i segni profondi della sua storia, è la dimostrazione che si può fare centro anche guardando al passato. Il suo nuovo album Santissimo è un tuffo rinfrescante in quelle sonorità anni Novanta che uniscono l’energia del rap all’allegria travolgente della patchanka alla Manu Chao, tra chitarre acustiche e fiati che sembrano fatti apposta per far saltare le piazze.
Il paragone con i big della scena contemporanea sorge spontaneo ma mette in luce una differenza profonda. Se un artista come Ghali rappresenta una visione del futuro urbana, globale e patinata, Sayf incarna l’anima vintage e proletaria della musica indipendente. È il classico artista da bar, da caffè e sigaretta, capace di parlare di amore, riscatto sociale e orgoglio per le proprie umili origini senza filtri e senza falsi miti. Questo mix lo ha portato dritto sul podio di Sanremo 2026 con un pezzo dolcissimo e potente come “Tu mi piaci tanto”, conquistando il pubblico dell’Ariston senza bisogno di sollevare polveroni mediatici artificiali.
Santissimo è un viaggio in diciotto tracce che spazia dal funk ai ritmi latini e arabi, arricchito da collaborazioni di spessore con artisti come Tedua e Bresh, che omaggiano la grande scuola cantautorale genovese. Eppure questo lavoro così ricco è riuscito a dividere la critica, scatenando persino qualche polemica social da parte di chi lo accusa di aver creato una semplice playlist anziché un disco con un filo conduttore.
La risposta del rapper non si è fatta attendere ed è arrivata con l’onestà intellettuale di chi non vuole incasellarsi in un genere preciso ma preferisce la libertà di sperimentare. Ed è proprio questa sua spontaneità un po’ démodé a rendere il progetto una boccata d’aria fresca in mezzo a tanta ego-trap tutta uguale.
Scritto da: Anna Silvestro
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