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Sound Opinions Yana Bolder
Chi è cresciuto negli anni novanta ricorda bene che la musica pop non era affatto un passatempo superficiale ma un incredibile collante sociale capace di unire genitori e figli ai concerti di Britney Spears o davanti alle serie tv del momento. Poi, improvvisamente, qualcosa si è rotto. Quell’intrattenimento così genuino e identitario è stato travolto da logiche industriali aggressive, canzoni usa e getta fatte per durare lo spazio di un trend e un sentimentalismo decisamente più cupo. Le it-girl autentiche hanno ceduto il passo a dinamiche social basate sul confronto e sul senso di inadeguatezza. Almeno fino a oggi, perché stiamo finalmente assistendo a una vera e propria rinascita del cantautorato femminile, un fenomeno ribattezzato girl pop che ha riportato le donne e il loro solidissimo fandom al centro della scena musicale globale.
Questa nuova ondata non è guidata da icone storiche come Taylor Swift o Beyoncé, che ormai godono di una legacy intoccabile e pluridecennale, ma da una nuova generazione di artiste esplose soprattutto nel post-Covid. Nomi come Olivia Rodrigo, che ha polverizzato ogni record di streaming unendo sonorità elettroniche a testi di una lucidità disarmante, o Sabrina Carpenter, che con la hit Espresso ha rilanciato un’estetica da pin-up ironica e melodrammatica, capace di ironizzare sui cliché dell’universo maschile. C’è spazio anche per le sfumature più intime e nude di Gracie Abrams, che imbraccia la chitarra per cantare il dolore senza filtri, fino ad arrivare alle raffinate contaminazioni soul e jazz di Raye e Olivia Dean, che stanno riportando la musica britannica sul tetto del mondo.
La vera rivoluzione di questo ritorno al pop non sta però solo nelle classifiche di Spotify ma nel modo in cui queste artiste dialogano con il proprio pubblico. Anche la moda gioca un ruolo decisivo, ma per la prima volta si spoglia del bisogno di approvazione maschile per abbracciare totalmente il female gaze. I look e le reference visive non servono più a compiacere uno sguardo esterno, ma diventano uno strumento di espressione personale, un manifesto di vulnerabilità e autenticità. Le ragazze di oggi non cercano più l’ennesimo prodotto da copiare ciecamente, ma trovano in queste canzoni uno specchio in cui riflettersi e una terapia collettiva in cui la crescita personale passa anche attraverso un cuore spezzato. In un panorama che sembrava aver perso la capacità di farci sognare, il girl pop ci ha restituito una certezza fondamentale, ricordandoci che non c’è niente di più potente di una canzone cantata insieme per stare meglio.
Scritto da: Anna Silvestro
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