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Linus si racconta: cinquant’anni di radio, successi e quel pizzico di sana antipatia

today11 Giugno 2026 11

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Linus si racconta: cinquant’anni di radio, successi e quel pizzico di sana antipatia

Dietro il microfono di Radio Deejay c’è un uomo che ha fatto della schiettezza il suo marchio di fabbrica, un direttore che non cerca di compiacere a tutti i costi ma preferisce mostrarsi per quello che è veramente. Da oltre trent’anni alla guida dell’emittente, Linus guarda al suo percorso come a un lungo viaggio iniziato quasi per caso in una primavera degli anni settanta, quando l’ascolto delle prime emittenti private accese in lui una folgorazione assoluta. Da quel momento la sua vita si è legata indissolubilmente alle frequenze radiofoniche, passando per la chiamata decisiva di Claudio Cecchetto nell’ottantaquattro e la successiva nomina a direttore, una responsabilità enorme che nel tempo ha saputo trasformare in un successo solido e duraturo. Tra le sue intuizioni più grandi c’è stata la rivoluzione della conduzione in coppia, nata insieme a Nicola Savino, che ha cambiato per sempre il modo di fare intrattenimento trasformando i vecchi annunci solisti in veri e propri dialoghi capaci di accorciare le distanze con il pubblico.

Oggi la radio deve fare i conti con un panorama musicale in transizione e con l’avvento dei social, ma per Linus le piattaforme digitali e i podcast non sono nemici, bensì alleati e completamenti di un mezzo che trova la sua vera forza nella diretta e nella capacità di creare una comunità reale in carne e ossa. Non mancano i piccoli rimpianti legati a qualche occasione televisiva sfumata o al desiderio di aver potuto valorizzare ancora di più talenti come Guglielmo Scilla, ma il bilancio resta ampiamente positivo anche grazie a scommesse vinte come la Deejay Ten, diventata un vero e proprio movimento podistico nazionale. Con la sua ironia talvolta caustica e l’atteggiamento da fratello maggiore protettivo e rigoroso, Linus continua a guidare la sua squadra senza badare troppo a chi lo dipinge come il primo della classe, convinto che la trasparenza e la passione per la radiofonia siano gli unici veri ingredienti per rimanere credibili nel tempo.

Scritto da: Anna Silvestro

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