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Sound Opinions Yana Bolder
Il successo non ha cambiato la sua natura riflessiva e la sua determinazione. reduce dal sesto posto al Festival di Sanremo con il brano Prima che, il rapper nayt si è confessato in un’intervista esclusiva per la digital cover di Esquire Italia, mettendo a nudo il suo pensiero sulla musica, sulla società e sul suo percorso personale. Al secolo William Mezzanotte, l’artista nato a Isernia nel 1994 e cresciuto a Roma ha da poco pubblicato il suo decimo album in studio intitolato io Individuo, un progetto che fin dal titolo mette al centro l’importanza dell’introspezione e della riconciliazione con se selves rispetto alle pressioni e alle distrazioni del mondo esterno.
Durante la chiacchierata il rapper ha spiegato come la sua partecipazione alla kermesse sanremese sia stata solo un’ulteriore tappa di un lungo viaggio artistico iniziato oltre dieci anni fa e costellato da certificazioni importanti come i dischi d’oro e di platino. Nonostante la sovraesposizione mediatica, nayt mantiene un rapporto molto distaccato e a tratti conflittuale con i social media, che spesso decide di disattivare per ritrovare la propria dimensione e concentrarsi sulla scrittura e sulle sue passioni, che spaziano dalla lettura di saggi alle mostre d’arte come quella recente di Caravaggio visitata a Roma.
Con un tour nei palasport ormai alle porte che partirà a novembre da Livorno per poi toccare Bari, Padova, Milano, Roma e Napoli, l’artista ha voluto lanciare un messaggio forte ai suoi ascoltatori, invitandoli a non cercare risposte immediate nei beni materiali o nei consensi virtuali, ma a scavare dentro di sé per colmare i propri vuoti. Nelle sue tracce e nelle sue parole emerge la figura di un musicista maturo che vede il rap non più solo come un genere di rottura giovanile, ma come uno strumento capace di dialogare con la grande tradizione del cantautorato italiano e di raccontare una storia complessa, profonda e squisitamente umana.
Scritto da: Anna Silvestro
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