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Trent’anni di Subsonica tra musica elettronica e la voglia di restare umani

today19 Marzo 2026 2

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Trent’anni di Subsonica tra musica elettronica e la voglia di restare umani

I Subsonica festeggiano tre decenni di carriera e lo fanno alla loro maniera ovvero guardando avanti senza troppa nostalgia ma con la consapevolezza di chi ha segnato la storia della musica italiana. Tutto è iniziato tra i portici di Torino nel lontano 1996 quando Samuel Max Boosta Ninja e Vicio hanno deciso di mescolare i beat dei club con il rock e l’elettronica creando un suono che prima semplicemente non esisteva. Oggi per celebrare questo traguardo arriva un nuovo album intitolato Terre rare che uscirà il 20 marzo insieme a una mostra fotografica e un tour estivo che partirà proprio dalle loro radici piemontesi. In questi anni hanno vissuto di tutto tra litigate colossali alla fine dei tour e progetti solisti ma la forza del gruppo è stata proprio la capacità di ritrovarsi e capire che la loro unicità nasce dallo scontro e dal confronto continuo.

Samuel ha confessato che dopo aver provato la strada da solo ha capito di aver bisogno delle parole e dell’humus della band perché la sua voce splende davvero solo quando si intreccia con quella degli altri. Con il nuovo disco si sono liberati dall’ansia dei numeri e delle classifiche decidendo di sperimentare ancora con strumenti etnici scoperti in Africa e testi che raccontano un presente difficile segnato dalle guerre e dalla disumanizzazione. Anche il rapporto con la tecnologia è cambiato perché se negli anni novanta era uno strumento nelle mani degli artisti per creare nuovi mondi oggi fa quasi paura ed è controllata da poteri che sembrano minacciare la democrazia. Eppure i Subsonica non si arrendono e continuano a sentirsi quei disadattati che trent’anni fa hanno trovato nella musica un modo per stare al mondo esorcizzando i propri demoni e restando fedeli a un’idea di libertà che non ha data di scadenza.

Scritto da: Anna Silvestro

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