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Sound Opinions Yana Bolder
Nel suo ultimo articolo Ran Core sulla contro empatia riesce a scoperchiare una verità scomoda che spesso preferiamo ignorare,per sentirci più buoni siamo abituati a pensare all’empatia come al bene assoluto alla bussola magica che dovrebbe guidare ogni nostra azione e renderci persone migliori ma se ci fermassimo un attimo a guardare oltre la superficie scopriremmo che quella che veneriamo come una virtù divina è in realtà un semplice meccanismo biologico fatto di neuroni specchio e impulsi elettrici insomma una faccenda di pura chimica cerebrale che serve ai primati per fare branco e sopravvivere.
Il problema vero sorge quando questa reazione istintiva diventa il pilastro della nostra morale perché l’empatia è per sua natura parziale e ingiusta ci spinge ad agire con forza per chi ci somiglia o per chi ha una storia strappaminuti da raccontare mentre ci lascia del tutto indifferenti davanti alle statistiche fredde o ai drammi di chi sentiamo lontano o diverso da noi oggi la propaganda e i media hanno imparato a usare questo tasto con una precisione chirurgica mostrandoci un volto una lacrima o un singolo racconto per deviare l’attenzione collettiva e farci reagire di pancia invece che di testa trasformando l’emozione in una vera e propria arma di distrazione di massa che oscura la realtà dei fatti e dei numeri.
Basta pensare a come la percezione di certi fenomeni sociali venga totalmente stravolta rispetto ai dati reali solo perché alcune storie vengono illuminate dai riflettori mentre altre restano nel buio più totale fidarsi solo di ciò che sentiamo ci rende manipolabili e instabili perché l’emozione è un’onda che va e viene mentre la vera giustizia avrebbe bisogno della freddezza della ragione quella capacità di guardare le strutture e le proporzioni del mondo senza farsi trascinare dal luccichio delle lacrime forse è arrivato il momento di smettere di adorare questo riflesso nervoso e di riscoprire la lucidità che non vibra con il mondo ma lo analizza con distacco ricordandoci che l’universo e le sue leggi se ne fregano altamente della nostra compassione e che mentre noi ci sentiamo buoni davanti a uno schermo il potere e la storia continuano a muoversi su binari molto più cinici e concreti
Fonte: Il Detonatore
Scritto da: Anna Silvestro
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