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La notte di Los Angeles ha parlato chiaro e il Dolby Theatre si è inchinato al talento di Paul Thomas Anderson che con il suo Una battaglia dopo l’altra ha letteralmente sbaragliato la concorrenza portandosi a casa la statuetta come miglior film e quella per la miglior regia. Nonostante l’attesa fosse tutta per lo scontro titanico con I peccatori di Ryan Coogler che si presentava ai blocchi di partenza con lo storico record di sedici nomination superando persino un mostro sacro come Titanic alla fine il verdetto dell’Academy ha premiato la solidità e l’emozione del racconto di Anderson confermando i pronostici della vigilia che lo vedevano già vincitore dopo aver fatto incetta di premi durante tutta la stagione.
Conan O’Brien ha tenuto le redini della serata per il secondo anno consecutivo mescolando ironia e ritmo in una cerimonia che ha vissuto momenti di vera tensione agonistica soprattutto nelle categorie recitative. Se per Leonardo DiCaprio si è trattato di un ritorno in grande stile per Michael B. Jordan la vittoria ha il sapore di una rimonta incredibile perché fino a poche settimane fa tutti scommettevano su Timothée Chalamet. Il giovane divo di Marty Supreme sembrava imbattibile ma alcune sue uscite pubbliche poco felici su opera e balletti hanno gelato il favore della critica permettendo a Jordan di scavalcarlo proprio sul traguardo finale in quella che è stata senza dubbio la categoria più incerta e discussa dell’anno.
Oltre ai premi principali Una battaglia dopo l’altra ha convinto anche per le interpretazioni dei comprimari portando a casa il riconoscimento per il miglior attore non protagonista e confermandosi come un’opera capace di unire il grande pubblico e i giurati più esigenti. Si chiude così un’edizione che resterà nella storia non solo per i numeri da capogiro dei film in gara ma per la capacità del cinema di saper ancora raccontare storie potenti e umane che riescono a oscurare anche le polemiche da social network e le statistiche dei bookmaker lasciando spazio solo alla magia della grande sala.
Scritto da: Anna Silvestro
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