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Il Premio Strega taglia il traguardo dell’ottantesima edizione e lo fa con numeri che confermano quanto questa gara sia ancora il cuore pulsante dell’editoria italiana. Sono settantanove i libri che si contenderanno il titolo quest’anno, una cifra che ricalca il successo delle scorse stagioni e che promette una battaglia all’ultima pagina. La novità più suggestiva riguarda però la cornice della serata finale, visto che l’8 luglio il vincitore alzerà la bottiglia di liquore giallo nella storica piazza del Campidoglio a Roma, lasciando per la prima volta la consueta sede di Villa Giulia.
Tra i corridoi del mondo letterario circolano già i nomi dei favoriti e la sfida si annuncia di altissimo livello. Michele Mari con il suo romanzo nero “I convitati di pietra” sembra avere le carte in regola per conquistare la giuria, grazie a una scrittura che richiama la complessità comica di Gadda. Non è da meno Teresa Ciabatti che con “Donneregina” scava in un dialogo profondo con il boss Giuseppe Misso, mentre Matteo Nucci ci riporta nella Grecia antica con “Platone. Una storia d’amore”, un testo che mescola filosofia e fragilità democratica.
Il panorama dei grandi editori è affollato, con La nave di Teseo che guida la carica presentando ben sei titoli, tallonata da giganti come Einaudi e Mondadori. Ma la bellezza dello Strega sta anche nelle sorprese che arrivano dalle piccole case editrici e dai volti nuovi. Quest’anno si affacciano sulla scena esordienti promettenti come Lavinia Bianca con “La vita potenziale” e Giuliana Vitali con “Nata nell’acqua sporca”, che cercheranno di farsi largo tra firme consolidate del calibro di Bianca Pitzorno, Edith Bruck e Marcello Fois.
Il cammino verso la vittoria è appena iniziato e le tappe sono serratissime. Il 1° aprile conosceremo la dozzina dei finalisti selezionata dal Comitato direttivo, mentre il 3 giugno il suggestivo Teatro Romano di Benevento ospiterà la scelta della cinquina definitiva. In un clima di grande attesa, l’edizione 2026 si preannuncia come un viaggio tra storia, mito e cronaca nera, confermando che il piacere di raccontare storie è più vivo che mai.
Fonte: SkyTG24
Scritto da: Anna Silvestro
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