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Sound Opinions Yana Bolder
Non è facile essere una delle popstar più seguite al mondo e dover combattere ogni giorno contro un corpo che sembra avere una volontà propria ma Billie Eilish ha deciso di rompere ancora una volta il silenzio sulla sindrome di Tourette raccontando quanto sia estenuante convivere con questo disturbo neurologico fin da quando aveva undici anni ospite del podcast di Amy Poehler la cantante ventiquattrenne ha spiegato che la sua non è solo una questione di movimenti improvvisi ma di una vera e propria lotta psicologica e fisica per apparire normale agli occhi degli altri esercitando quella che lei definisce soppressione ovvero una tensione muscolare costante per evitare di mostrare i tic in pubblico o durante le interviste una fatica immane che la lascia svuotata tanto che appena resta sola confessa che il suo corpo esplode letteralmente lasciando sfogo a tutti quei gesti accumulati.
Quello che fa più male a Billie non è tanto il tic in sé quanto la reazione della gente che spesso scambia i suoi spasmi per uno scherzo o un modo per essere divertente finendo per ridere di lei e offenderla profondamente quando in realtà si tratta di una condizione neurologica ereditaria che coinvolge muscoli e pensieri intrusivi trasformando ogni conversazione in una sfida di resistenza dove le ginocchia tremano sotto il tavolo e le braccia restano tese per ore nel tentativo di non farsi notare nonostante la frustrazione l’artista sa di avere il privilegio di poter almeno provare a controllare i suoi sintomi a differenza di chi ne soffre in modo ancora più invalidante e proprio per questo ha deciso di parlarne apertamente superando la paura iniziale di essere etichettata solo come la cantante con la Tourette.
Billie non è l’unica star a dover fare i conti con questa realtà visto che anche nomi come Robbie Williams Lewis Capaldi e l’attore Alessandro Borghi hanno condiviso esperienze simili normalizzando un disturbo che per troppo tempo è stato vittima di pregiudizi e ignoranza parlarne significa far capire che dietro un respiro strano un movimento delle orecchie o uno spasmo delle dita non c’è una recitazione ma una realtà quotidiana con cui migliaia di persone combattono nel silenzio e il messaggio di Billie è chiaro la Tourette fa parte della sua vita ma non definisce il suo talento immenso dimostrando che si può dominare il palco del mondo anche quando il proprio corpo sembra voler andare in una direzione diversa.
Scritto da: Anna Silvestro
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