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Sound Opinions Yana Bolder
Il calcio italiano sprofonda ancora una volta in un baratro che sembra non avere fine e la ferita fa malissimo perché per la terza volta consecutiva la nostra Nazionale resterà a guardare i Mondiali in televisione. Questa volta a spegnere i sogni di gloria è stata la Bosnia che in una notte carica di tensione ha avuto la meglio ai calci di rigore lasciando gli azzurri a terra tra le lacrime e l’incredulità. Gennaro Gattuso si è presentato ai microfoni della Rai visibilmente scosso con gli occhi lucidi di chi ha dato tutto ma si ritrova a gestire una mazzata quasi impossibile da digerire. Le sue prime parole sono state una richiesta di perdono rivolta a tutto il Paese perché sente sulle sue spalle il peso di non essere riuscito a riportare l’Italia dove meriterebbe di stare nonostante un gruppo che ha lottato come un leone fino all’ultimo secondo.
L’allenatore ha voluto difendere a spada tratta i suoi ragazzi sottolineando come la prestazione sia stata eroica considerando che la squadra è rimasta in dieci uomini per gran parte della gara a causa dell’espulsione di Bastoni. Gattuso ha parlato di un cuore immenso e di un impegno che non si vedeva da anni descrivendo uno spogliatoio distrutto che avrebbe voluto regalare una gioia immensa alle proprie famiglie e a tutto il movimento calcistico nazionale. Nonostante le occasioni da gol create e una grinta fuori dal comune gli episodi e la lotteria dei rigori hanno condannato l’Italia a un altro fallimento sportivo che peserà come un macigno per molto tempo. Ringhio non ha voluto cercare scuse o prendersela con l’arbitro accettando con umiltà le leggi crudeli del calcio che a volte regala gioie immense e altre volte colpisce duro senza pietà.
In questo momento di dolore profondo il futuro della panchina passa in secondo piano perché la delusione è troppo fresca e bruciante per fare programmi a lungo termine. Il tecnico ha ammesso che servirà parecchio tempo per smaltire questa sconfitta definendola una batosta durissima che colpisce non solo i giocatori ma l’intero sistema. Resta l’amarezza di aver visto una Nazionale capace di emozionare per grinta e carattere ma condannata ancora una volta a restare fuori dal palcoscenico più importante del mondo. Le scuse di Gattuso sono quelle di un uomo onesto che ha messo la faccia in uno dei momenti più bui della nostra storia sportiva consapevole che oggi più che le parole servirebbe solo un miracolo per ricucire un cuore azzurro ormai frantumato.
Scritto da: Anna Silvestro
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