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Gino Paoli ci lascia a 91 anni: l’ultimo valzer del poeta che dipinse il cielo in una stanza

today24 Marzo 2026 2

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Gino Paoli ci lascia a 91 anni: l’ultimo valzer del poeta che dipinse il cielo in una stanza

La musica italiana perde oggi uno dei suoi padri nobili e la notizia della scomparsa di Gino Paoli arrivata nella notte tra il 23 e il 24 marzo 2026 lascia un vuoto che sa di salsedine e nostalgia. Se n’è andato a 91 anni nella sua Genova quella città che non gli aveva dato i natali ma che lo aveva adottato e plasmato rendendolo il cantautore ruvido e immenso che tutti abbiamo amato. Con lui scompare l’ultimo grande testimone di quella scuola genovese che insieme a Tenco De André e Bindi ha rivoluzionato il nostro modo di cantare i sentimenti trasformando la musica leggera in vera e propria letteratura.

Paoli è stato un uomo dalle mille vite capace di sopravvivere anche a se stesso e a quella pallottola rimasta incastrata vicino al cuore dal 1963 un proiettile che portava addosso come un tatuaggio invisibile e su cui amava scherzare con la solita ironia pungente. La sua carriera era iniziata in salita tra uffici pubblicitari e dischi che non vendevano finché la voce di Mina non portò quel suo soffitto viola nelle case di tutti gli italiani rendendo Il cielo in una stanza un inno eterno. Poi sono arrivati i grandi amori quelli che hanno nutrito le sue canzoni e riempito le cronache dell’epoca dalla passione travolgente per Ornella Vanoni a cui solo pochi mesi fa aveva inviato un mazzo di rose gialle come ultimo saluto fino alla storia scandalosa con una giovanissima Stefania Sandrelli.

Dopo gli anni bui della crisi personale e dell’alcol Gino era riuscito a risorgere negli anni ottanta tornando a incantare le platee con Una lunga storia d’amore e ritrovando sul palco la sua Ornella in un sodalizio artistico che sembrava non dover finire mai. Negli ultimi anni lo avevamo visto più stanco segnato anche dalla dolorosa perdita del figlio Giovanni ma sempre orgogliosamente autentico con la sigaretta tra le dita e quello sguardo di chi ha guardato dentro l’abisso e ha deciso di farne una canzone. Oggi l’Italia saluta un gigante che ha saputo raccontare come nessun altro il sapore del sale e la bellezza malinconica di un amore che non ha fine lasciandoci in eredità un patrimonio di parole che continueranno a risuonare finché ci sarà qualcuno pronto a guardare il mare e a sognare.

Scritto da: Anna Silvestro

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