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Sound Opinions Yana Bolder
Crescere dei figli oggi sembra un’impresa sempre più complicata specialmente quando ci si mette di mezzo la tecnologia che corre più veloce di noi. Francesca Barra giornalista e conduttrice televisiva ha deciso di affrontare il tema a viso aperto non solo come professionista ma soprattutto come mamma di quattro ragazzi dai 4 ai 19 anni. Nel suo ultimo libro racconta come sia possibile sopravvivere a smartphone e social senza trasformare la casa in un campo di battaglia ma puntando tutto su un patto educativo fatto di regole chiare e tanto esempio pratico.
La sua ricetta parte da piccoli gesti quotidiani che fanno la differenza come tenere i telefoni fuori dalla cucina durante i pasti o evitare che i dispositivi entrino nelle camere da letto la sera. Barra sottolinea quanto sia fondamentale che gli adulti siano i primi a dare il buon esempio lei stessa ha scelto di disinstallare le applicazioni inutili che rubano tempo prezioso per riscoprire il piacere di fare cose insieme. Non si tratta però solo di vietare ma di offrire alternative valide che possano stimolare la curiosità dei ragazzi come i martedì dedicati alla lettura o le lezioni di uncinetto perché se togli uno schermo senza dare nulla in cambio finisci solo per creare frustrazione.
Un altro punto centrale della sua riflessione riguarda la sicurezza e la consapevolezza digitale. Dopo aver vissuto sulla propria pelle i rischi del web con la diffusione di false immagini create con l’intelligenza artificiale la giornalista ha scelto di non postare più le foto dei suoi figli sui social per proteggere la loro privacy da sguardi incontrollabili. L’obiettivo non è isolarsi dal mondo moderno ma imparare a starci dentro con misura conoscendo i pericoli come il cyberbullismo e preferendo quando possibile un pomeriggio passato a giocare con le pietre in campagna piuttosto che una sosta infinita davanti a un display. È un invito a riprendersi il proprio tempo per scoprire che fuori dalle notifiche esiste un mondo pieno di esperienze che aspettano solo di essere vissute.
Scritto da: Anna Silvestro
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