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Il cinema tedesco torna a ruggire in casa propria con un trionfo che sa di profezia e impegno civile la 76esima edizione della Berlinale si chiude infatti nel segno di Ilker Catak che con il suo “Yellow Letters” conquista l’ambito Orso d’Oro convincendo unanimemente la giuria guidata da un ispirato Wim Wenders il film che racconta il dramma di una famiglia di artisti in Turchia schiacciata dalla repressione statale è stato definito da Wenders come una spaventosa premonizione di quello che potrebbe accadere presto anche nelle nostre democrazie occidentali entrando sottopelle agli spettatori per la sua incredibile attualità.
Non è stata però solo la serata di Catak perché il festival ha confermato la sua anima profondamente politica e tormentata se l’Orso d’Argento per il Gran Premio della Giuria è andato a “Kurtulus (Salvation)” di Emin Alper un’opera che ha dato voce agli oppositori politici e alle sofferenze dei popoli in Medio Oriente la cerimonia è stata attraversata da momenti di fortissima tensione ideale tra bandiere palestinesi sul palco e discorsi accesi sulla situazione a Gaza e in Libano la direttrice artistica Tricia Tuttle ha dovuto gestire un clima elettrico difendendo il festival come spazio di democrazia e confronto anche aspro.
A riportare l’equilibrio ci ha pensato proprio il maestro Wim Wenders che con la saggezza di chi ha visto decenni di storia del cinema ha voluto lanciare un ponte verso gli attivisti ricordando che il grande schermo e la lotta per i diritti umani non sono in competizione ma formano un’unica grande alleanza contro l’oblio della rete mentre “Queen at Sea” di Lance Hammer portava a casa un altro prestigioso Orso d’Argento il messaggio finale della kermesse è apparso chiaro a tutti ovvero che il cinema resta l’arma più potente per leggere il presente senza filtri per il pubblico italiano l’attesa non sarà lunga visto che il capolavoro di Catak arriverà presto nelle nostre sale distribuito da Lucky Red.
Fonte: TGcom24
Scritto da: Anna Silvestro
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