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Sound Opinions Yana Bolder
Il tempo passa per tutti e anche un artista energico e fuori dagli schemi come Caparezza si ritrova a fare i conti con i cinquantanni e con i limiti fisici che l’età porta con sé senza però perdere l’ironia e la voglia di lanciare messaggi importanti dal palco Durante il suo tour estivo intitolato Orbit Orbit il rapper pugliese ha confessato a cuore aperto di aver fatto pace con gli anni che avanzano e con quello che definisce scherzosamente un lento processo di putrefazione un cambiamento che lo costringe a gestire le energie in modo diverso rispetto al passato riducendo il numero complessivo delle date tenendo sotto controllo i volumi acustici e rinunciando ai classici salti sul palco che hanno sempre caratterizzato le sue esibizioni Questa nuova fase della vita è segnata soprattutto dalla convivenza con l’acufene un disturbo uditivo molto diffuso che si manifesta come un suono inesistente nel mondo esterno e che richiede grande forza emotiva per essere gestito specialmente per chi vive di musica Ma ogni concerto oggi diventa una sfida affrontata con una consapevolezza tutta nuova e una grinta che non ha nulla da invidiare ai tempi degli esordi quando muoveva i primi passi a Sanremo nei panni di Mikimix o quando offriva ingenuamente il catering al pubblico del Leoncavallo di Milano
Questa maturità artistica si riflette anche nell’impegno sociale che sta caratterizzando le ventitré tappe del tour in giro per l’Italia da Bologna a Milano fino alla chiusura di settembre a Caserta Caparezza ha infatti scelto di sposare pienamente la causa di Emergency ospitando i volontari e sostenendo la campagna intitolata R1PUD1A un’iniziativa nata per difendere l’articolo undici della Costituzione italiana e per promuovere l’obiezione di coscienza contro ogni forma di conflitto armato In ogni serata un artista visivo sale sul palco al fianco del cantante per realizzare un’opera d’arte dal vivo che sarà poi messa all’asta per raccogliere fondi a favore dell’organizzazione umanitaria C’è spazio anche per ricordare i momenti più leggeri della carriera come la sua indimenticabile e unica incursione cinematografica accanto a Checco Zalone nel film Che bella giornata un’esperienza vissuta interamente a braccio e senza copione che ancora oggi spinge i vigili urbani a fermarlo per strada per ripetergli le battute della pellicola dimostrando come l’affetto del pubblico resti immutato nel tempo nonostante gli anni che passano e le sfide quotidiane da superare
Scritto da: gestione
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