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Sound Opinions Yana Bolder
Nel mercato musicale di oggi sembra esserci un’unica grande regola per fare centro ovvero puntare tutto sulla nostalgia. Il pubblico consuma le novità a una velocità impressionante ma finisce per emozionarsi davvero soltanto davanti a quello che conosce già, magari rimpastato o aggiornato con un vestito moderno. Per uno come Tormento sarebbe stato fin troppo facile giocare questa carta e adagiarsi sugli allori del passato. Parliamo d’altronde di un artista che ha vissuto da protagonista assoluto l’esplosione dell’hip hop italiano, prima segnando un’epoca come voce dei Sottotono e poi portando avanti una carriera solista che non si è mai fermata. Eppure il rapper ha scelto la strada più difficile e coraggiosa, rifiutandosi di rincorrere il fantasma di chi era vent’anni fa.
Dietro la facciata del successo e dei grandi palcoscenici si nascondono però ferite profonde e sacrifici che l’artista ha deciso di raccontare senza filtri. La delusione più grande non è legata all’esperienza di Sanremo, come molti potrebbero pensare, ma al comportamento di un pubblico volubile che ha abbandonato il progetto da un giorno all’altro. Un distacco improvviso che ha avuto ripercussioni concrete sulla vita di tutti i giorni, costringendolo a mangiare riso in bianco per mesi pur di non scendere a compromessi e continuare a fare musica alle sue condizioni. Con il suo nuovo lavoro intitolato Antidoto, Tormento dimostra che la vera forza sta nella capacità di evolversi, attraversando mondi e generazioni diverse che vanno dalle sonorità afrobeats di Leslie Sackey fino alla drill dei rapper più giovani. Il suo segreto è semplice ma rivoluzionario, ovvero cambiare tutto senza rinnegare mai niente del proprio percorso.
Scritto da: gestione
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