Ascoltatori:
Ascoltatori di punta:
RDE+39 Broadcasting
play_arrow
Sound Opinions Yana Bolder
Dimenticate il menestrello scanzonato che ci faceva ballare con le strofe di Me so mbriacato perché quel ragazzo di borgata oggi non esiste più o meglio ha deciso di evolversi in qualcosa di molto più profondo e spirituale Alessandro Mannarino torna sulla scena musicale con un nuovo progetto intitolato Primo amore un disco che arriva dopo cinque anni di silenzio e una crisi esistenziale che lo ha portato lontano dall’Italia fino alle coste di Panama in cerca di risposte sulla vita e sul proprio destino artistico Il cantautore romano racconta apertamente di aver passato momenti difficili seguiti alla pubblicazione del suo precedente lavoro che non aveva ottenuto il successo sperato a causa della pandemia e di una certa freddezza generale ma proprio da quel mezzo passo falso è nata la spinta per osare ancora di più senza rincorrere le classifiche o gli algoritmi delle case discografiche che oggi sembrano dettare legge nel mondo della musica moderna Per Mannarino la musica non deve essere una vetrina per mostrare dischi d’oro o vendere biglietti ma un atto d’amore e di verità capace di scavare nelle radici dell’uomo e di abbattere le sovrastrutture che la società ci impone fin da piccoli tra patriarcato e modelli di consumo tossici In questo viaggio tra misticismo sudamericano e ricordi delle case popolari di San Basilio resta fondamentale la figura del nonno che nei momenti di buio lo ha spinto a non mollare e a credere in quel talento che lo ha portato oggi a essere un artista libero orgogliosamente lontano dai riflettori di Sanremo e vicino alla gente che ha ancora voglia di fermarsi ad ascoltare davvero una canzone senza fretta e senza finzioni mentre il mondo intorno sembra anestetizzato dal dolore e dall’indifferenza
Scritto da: Anna Silvestro
Commenti post (0)