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Sound Opinions Yana Bolder
C’è qualcosa di magico che succede quando migliaia di persone si ritrovano nello stesso posto, non solo per ascoltare musica, ma per sentirsi parte di una sola, grande famiglia. Questa settimana a Piazzola sul Brenta è successo qualcosa che va oltre i numeri, anche se i numeri fanno impressione: centocinquantamila persone. Centocinquantamila sorrisi, abbracci e mani alzate verso il cielo.
Spesso sentiamo parlare di grandi festival all’estero, come il Tomorrowland, posti lontani dove la musica non si ferma mai. Ma oggi possiamo dirlo con orgoglio: quel sogno lo abbiamo costruito qui, a casa nostra. L’Aperyshow è diventato “grande”, ma non è cresciuto solo nella struttura o nel numero di palchi. È cresciuto nell’anima.
La cosa più bella non è stata solo la musica dei dj o le luci colorate che illuminavano la notte. La cosa che ti scalda il cuore è vedere come la musica riesca a cancellare ogni barriera. In quei giorni non esistevano problemi, non esistevano differenze. C’erano solo ragazzi, famiglie e amici uniti dal desiderio di stare insieme e di volersi bene.
Perché in fondo la musica serve a questo: a ricordarci che siamo umani, che abbiamo bisogno di condividere un’emozione per sentirci vivi. Vedere quel mare di gente saltare insieme è la prova che l’amore e la solidarietà sono motori potentissimi. L’Aperyshow non è più solo un evento, è il simbolo di quanto sia bello donare un po’ di gioia agli altri.
Uscendo da lì, dopo una settimana così intensa, ti resta addosso una sensazione di pace. Ti resta la voglia di abbracciare chi hai vicino e di ringraziare per questi momenti di pura umanità. La musica ci ha resi grandi, ma l’amore ci ha resi unici.
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Menzioni: @Aperyshow @Radio39
Scritto da: Arianna Perra
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