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Trieste ha la prima street radio booth d’Italia: RDE+39 porta la radio in mezzo alla gente

today5 Aprile 2026 1

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Trieste ha la prima street radio booth d’Italia: RDE+39 porta la radio in mezzo alla gente

TRIESTE — di Redazione Il Meridiano

La radio, a Trieste, è già uscita dallo studio. Ora esce definitivamente anche dalla vetrina.

Chi passa davanti alla sede di RDE+39 in via Tarabocchia lo sa bene: lo speaker è visibile, la consolle è lì, gli ospiti parlano in diretta mentre i passanti si fermano, osservano, salutano. Da tempo la radio digitale triestina ha abbattuto il muro tra chi trasmette e chi ascolta, trasformando lo studio in uno spazio aperto sulla città.

Ma adesso arriva il salto vero.

Nel cuore del centro pedonale sta prendendo forma una struttura in vetro: un chiosco trasparente, progettato per trasmettere in diretta direttamente dalla strada. Non più una radio che si affaccia sulla città, ma una radio immersa nel flusso urbano. Pareti di vetro, un bancone in legno, i loghi ben visibili e la possibilità, per chi si ferma, di bere qualcosa mentre assiste alla diretta.

È la prima street radio booth d’Italia.

Un format che unisce trasmissione, spazio pubblico e socialità, trasformando la radio in esperienza dal vivo. Chi cammina si ferma, chi si ferma ascolta, e chi ascolta diventa parte della scena. La distanza tra speaker e pubblico si annulla completamente.

Un’idea internazionale che arriva a Trieste

Il modello non nasce in Italia, ma ha precedenti importanti all’estero. A Brooklyn, The Lot Radio trasmette da un container vetrato diventato punto di riferimento per la scena musicale locale. Ad Amsterdam, Red Light Radio ha animato per anni il quartiere omonimo da una vetrina. A Londra, NTS Radio è partita da uno studio trasparente per diventare una piattaforma globale.

Sono le cosiddette radio booth: studi compatti e visibili inseriti nello spazio urbano, dove la radio diventa anche spettacolo e luogo di aggregazione.

Con questo progetto, RDE+39 porta per la prima volta questo format in Italia.

Dalla vetrina alla strada

L’esperienza di via Tarabocchia ha già dimostrato quanto cambi il rapporto con il pubblico quando la radio si rende visibile. L’ascoltatore non è più solo una voce al telefono o un messaggio su WhatsApp: è una persona reale, che guarda negli occhi chi è in onda, che interagisce, che entra.

Il chiosco rappresenta l’evoluzione naturale di questo percorso. Non è più lo studio ad aprirsi sulla strada: è la radio stessa che si sposta al centro dello spazio urbano, diventandone parte integrante.

In Italia esistono esperimenti, ma questo è diverso

Alcune esperienze simili esistono anche nel Paese. A Milano, Radio Raheem ha trasmesso da una vetrina sui Navigli e poi dalla Triennale. Sempre nel capoluogo lombardo, SilverMusic Radio ha occupato uno spazio visibile dall’esterno. A Fermo, Stazione 41 ha aperto una sede su strada.

Ma il progetto triestino segna un cambio di categoria.

Non si tratta di adattare una vetrina a studio, bensì di creare una struttura autonoma, pensata fin dall’inizio per essere contemporaneamente radio e punto di incontro, installata nello spazio pubblico e arricchita da un servizio di drink.

Un unicum nel panorama italiano.

“Con la gente, tra la gente” diventa realtà

Lo slogan di RDE+39 – “Con la gente, tra la gente” – trova qui la sua forma più concreta. Non c’è più separazione: la radio è la strada.

Il passante non è solo ascoltatore, ma spettatore, ospite potenziale, parte attiva della diretta. La radio torna a essere un fenomeno fisico, comunitario, di quartiere, pur mantenendo una dimensione digitale e internazionale.

Dalla sede di Trieste, infatti, RDE+39 trasmette non solo in Friuli Venezia Giulia, ma anche all’estero, con presenza in Spagna tra Canarie e Baleari e un’espansione prevista su scala più ampia.

Due anime, un unico spazio

La nuova booth non ospiterà solo RDE+39. Al suo interno opererà anche Radio Meridiano, legata alla testata Il Meridiano di Trieste e Gorizia.

Una collaborazione che unisce due dimensioni: da un lato una radio digitale con respiro internazionale, dall’altro una realtà profondamente radicata nel territorio. Interviste, approfondimenti e racconti locali prenderanno vita direttamente su strada, davanti ai cittadini.

Chi si fermerà al chiosco potrà assistere a una diretta musicale e, poco dopo, a un’intervista a un amministratore o a un protagonista della vita cittadina. La strada diventa palinsesto.

Trieste laboratorio della radio del futuro

I lavori sono in corso. Quando il chiosco aprirà, Trieste sarà l’unica città italiana a offrire un’esperienza di questo tipo: una radio da vivere dal vivo, tra le persone, nello spazio pubblico.

Un luogo dove fermarsi, ascoltare, bere qualcosa e sentirsi parte di una comunità.

La radio, ancora una volta, cambia forma. E torna dove tutto è iniziato: tra la gente.

Scritto da: Arianna Perra

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