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Sound Opinions Yana Bolder
Dopo quattro anni di silenzio discografico che nel mondo frenetico dello streaming sembrano un secolo Elisa si prepara a tornare con un progetto che promette di essere il più intenso e crudo della sua carriera. L’artista si è messa a nudo in una recente intervista raccontando di aver attraversato una crisi profonda e subdola che l’aveva portata a perdere la bussola e a bloccarsi completamente davanti al foglio bianco. Non è stata una pausa pianificata ma una vera e propria necessità vitale perché come ha spiegato lei stessa si era ritrovata incastrata in un dolore che non riusciva a elaborare e che rendeva la scrittura del nuovo disco un macigno quasi impossibile da sollevare.
Questo nuovo lavoro nasce proprio dalle macerie di quel periodo difficile e parla di trasformazione e di pezzi che vanno in frantumi per poi essere ricomposti con una onestà brutale e necessaria. Elisa ha confessato che la musica è stata ancora una volta la sua ancora di salvezza mostrandole ciò che provava prima ancora che lei stessa ne fosse consapevole e ponendole domande scomode su chi volesse essere davvero. Ma non c’è solo l’introspezione personale in queste nuove canzoni perché la cantautrice ha deciso di alzare lo sguardo verso il mondo adottando un approccio molto più sociopolitico rispetto al passato.
Si percepisce la voglia di urlare un disagio che non è solo interiore ma collettivo legato a un’epoca che definisce bizzarra e complicata. Con la sua solita ironia ha ammesso che se avesse avuto il dono della parola in un altro senso forse avrebbe fatto politica ma ha scelto di continuare a cantare perché è l’unico modo che conosce per dialogare davvero con se stessa e con gli altri. Sarà un ritorno che farà discutere e che segna il passaggio da una crisi buia a una nuova consapevolezza fatta di verità e impegno sociale.
Scritto da: Anna Silvestro
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