Ascoltatori:
Ascoltatori di punta:
RDE+39 Broadcasting
play_arrow
Sound Opinions Yana Bolder
Questa serata delle cover di Sanremo 2026 è stata un vero incendio di emozioni che ha bruciato ogni record di adrenalina pura! Avevamo una voglia matta di scuoterci di dosso la polvere e l’Ariston ci ha accontentati con una scarica elettrica pazzesca che ci ha tenuti incollati allo schermo col fiato corto fino all’ultimo secondo. Il trionfo di Ditonellapiaga e Tony Pitony è stato un terremoto di stile con una The Lady is a Tramp che ha trasformato il teatro in un club di Broadway infuocato dove i due hanno spaccato tutto tra passi di danza e una grinta da togliere il fiato. Quando lei ha urlato il suo grazie con la voce che vibrava di gioia pura si è sentita tutta l’elettricità di una vittoria conquistata col sudore e col talento insieme a un Tony Pitony in stato di grazia e a un’orchestra che sembrava un motore ruggente.
Ma il bello è che non c’è stato un attimo per riprendere fiato perché Sayf con Alex Britti e Mario Biondi ha scatenato l’inferno con un groove internazionale che ha fatto tremare i muri meritandosi un secondo posto da urlo. Subito dietro la forza immensa di Arisa che ha fatto venire i brividi a tutti cantando l’universo femminile con una potenza tale che persino Fiorella Mannoia dalle quinte sembrava pronta a saltare sul palco per l’entusiasmo. E che dire dello schiaffo rock delle Bambole di Pezza insieme a una Cristina D’Avena mai così cattiva che ci ha riportato dritti agli anni Ottanta con una carica pazzesca prima che il cuore esplodesse definitivamente per l’abbraccio tra Gianni Morandi e suo figlio Pietro in un duetto che è stato un concentrato d’amore e orgoglio allo stato puro.
La tensione è rimasta altissima con Sal Da Vinci e Michele Zarrillo che hanno strappato applausi a scena aperta e la scossa vitale dei giovanissimi LDA e Aka7even che hanno corso a mille all’ora insieme al mito Tullio De Piscopo in un mix di generazioni che ha fatto scintille. Persino nei momenti più intimi come quello di Nayt e Joan Thiele si sentiva una vibrazione fortissima di rispetto e verità con Nayt che ha mostrato i muscoli del cuore lasciando tutta la luce alla sua compagna di palco. Per non parlare del caos meraviglioso di Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso che hanno fatto ballare anche le poltrone e della chiusura spaziale di Luchè con un Gianluca Grignani finalmente tornato a graffiare come un leone sintonizzato alla perfezione col suo compagno. È stata una notte di musica totale dove ogni nota era un colpo al cuore e ogni esibizione un motivo per gridare che Sanremo è vivo e batte più forte che mai.
Scritto da: Roberta Loria
Commenti post (0)