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Sound Opinions Yana Bolder
La terza serata di Sanremo 2026 passerà alla storia non solo per la musica, ma per quei momenti di pura emozione che solo il palco ligure sa regalare. In una kermesse che corre veloce, è stata Laura Pausini a fermare il tempo: la sua interpretazione di Heal the World di Michael Jackson, circondata dal candore del Piccolo Coro dell’Antoniano, ha trasformato il teatro in un tempio di speranza. Un appello contro la guerra diretto e vibrante, arrivato dritto al cuore di chi, come lei, sogna un futuro sereno per le nuove generazioni.
Se la Pausini ha commosso, Mogol ha unito l’Italia in un’unica standing ovation. A un passo dal traguardo dei 90 anni, il paroliere dei sogni ha ricevuto un premio alla carriera che sa di leggenda, approfittandone per invitare tutti a Napoli per la Nations League, in un curioso ma graditissimo corto circuito tra musica e sport. L’energia è poi esplosa con l’effetto nostalgia di “Hanno ucciso l’Uomo Ragno”, che ha trasformato l’Ariston in un karaoke gigante sotto una pioggia di coriandoli, lasciando nell’aria il dubbio: riusciremo a vedere Max Pezzali scendere finalmente dalla nave per un bagno di folla?
Non sono mancate le vibrazioni internazionali e il ritmo travolgente. Mentre Eros Ramazzotti e Alicia Keys regalavano brividi d’altri tempi con un duetto da incorniciare, i The Kolors confermavano il loro stato di grazia facendo ballare tutta Sanremo, complice l’incursione ironica di Fru dei The Jackal. Eppure, anche i giganti vacillano: se Irina Shayk è apparsa splendida ma forse troppo distante, quasi sottotono rispetto al calore del festival, Eddie Brock è scivolato sull’emozione, tradito da un testo dimenticato e qualche imprecisione vocale di troppo.
A chiudere il cerchio dei “top e flop”, il ritorno mediatico di Belen. Apparsa durante l’esibizione di Samurai Jay per anticipare il duetto di domani, la showgirl ha catalizzato l’attenzione, ma non per i motivi sperati: un labiale decisamente fuori sincrono ha scatenato i social, trasformando il momento in un piccolo caso di serata. Sanremo però è anche questo: bellezza, inciampi e quella voglia di cantare che, nonostante tutto, non si ferma mai.
Fonte: Ansa.it
Scritto da: Anna Silvestro
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