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Da cattivo ragazzo che scuoteva l’Ariston a “umile conduttore” per una notte. La parabola di Achille Lauro si completa stasera mercoledì 25 febbraio quando l’artista romano salirà sul palco della seconda serata di Sanremo 2026 non per gareggiare ma per affiancare Carlo Conti e Laura Pausini. È un ritorno a casa per Lauro che ormai con il Festival ha un legame quasi viscerale iniziato nel 2019 quando una Rolls Royce lanciata a tutta velocità lo portò al centro di una bufera mediatica tra accuse di plagio e riferimenti alle droghe ma sancì anche l’inizio di un amore folle con il pubblico. Da allora lo abbiamo visto trasformarsi continuamente passando per i costumi iconici di Me ne frego dove si spogliava come San Francesco o rendeva omaggio a David Bowie fino ai quadri performativi del 2021 quelli che in un teatro vuoto per la pandemia ci regalarono rose che trafiggevano il petto e abiti da sposa stracciati per urlare al mondo il bisogno di libertà.
Non è stato solo spettacolo però perché Lauro ha saputo anche emozionare con la classe dell’Harlem Gospel Choir nel 2022 e con la maturità di Incoscienti giovani il brano dell’anno scorso che è diventato un inno talmente potente da essere scelto per la chiusura delle Olimpiadi invernali Milano Cortina. Oggi a 35 anni con 40 dischi di platino in bacheca Lauro si gode il momento d’oro rubando qualche ora alle prove del suo primo grande tour negli stadi che lo vedrà protagonista a giugno a San Siro e all’Olimpico dopo aver già polverizzato i biglietti per i tre show di marzo all’Unipol Forum. Stasera ci aspetta la sua versione più elegante e poliedrica quella di un artista che ha imparato a gestire il palco più difficile d’Italia con la stessa naturalezza con cui viveva in una comune della capitale sognando di cambiare la musica italiana e a giudicare dal percorso fatto ci è riuscito davvero.
Scritto da: Anna Silvestro
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