Ascoltatori:
Ascoltatori di punta:
RDE+39 Broadcasting
play_arrow
Sound Opinions Yana Bolder
Sanremo non è mai stata solo una questione di note e spartiti ma una sfilata continua dove l’abito spesso urla più del ritornello. Se torniamo indietro col pensiero non possiamo non partire dal 1978 quando una giovanissima Anna Oxa lasciò tutti a bocca aperta presentandosi con un look punk fatto di guanti tagliati e trucco grafico mentre i Matia Bazar vincevano con uno stile decisamente più classico. Ma la vera scossa arrivò qualche anno dopo con Loredana Bertè che nel 1986 scelse di cantare con un pancione finto sotto un vestito in lattice nero. Fu uno scandalo totale che le costò il contratto discografico ma che oggi ricordiamo come un manifesto di forza femminile incredibile in un’edizione dominata dal successo di Eros Ramazzotti.
Passando agli anni Novanta il Festival è diventato il regno delle grandi co-conduttrici e Pippo Baudo ne è stato il re indiscusso. Nel 1992 Alba Parietti ha portato sul palco spacchi vertiginosi e scollature che hanno fatto discutere l’Italia intera mentre trionfava la melodia di Non amarmi. Qualche anno dopo è stata Sabrina Ferilli a incantare tutti con uno stile da diva del cinema fatto di tessuti lucidi e capelli vaporosi che accompagnavano perfettamente l’atmosfera romantica della vittoria di Ron e Tosca.
Entrando nell’era moderna Antonella Clerici nel 2010 ha scelto di giocare la carta della rassicurazione vestendosi come una vera regina delle favole con ampie gonne pastello e gioielli enormi conquistando il pubblico e portando a casa ascolti record. Tutto il contrario di quanto fatto da Belen Rodriguez nel 2012 quando scendendo la famosa scalinata ha mostrato il tatuaggio della farfalla grazie a uno spacco di Fausto Puglisi che è diventato immediatamente un pezzo di storia pop mentre Emma trionfava tra le canzoni. E se parliamo di provocazioni maschili non si può dimenticare Achille Lauro che nel 2020 si è spogliato della sua cappa di velluto per restare con una tutina glitterata effetto nudo ispirandosi a San Francesco proprio nell’anno in cui Diodato faceva rumore con la sua vittoria. Insomma l’Ariston è quel posto dove un vestito può davvero valere quanto una canzone.
Fonte: Oggi
Scritto da: Anna Silvestro
Commenti post (0)